IL ROMANZO DELLE MIE RADICI

LA PROMESSA

In La Promessa racconto la storia di Romolo Di Meo, un giovane pastore molisano che vive in un piccolo paese dell’entroterra, Mastrogiovanni. La sua è una vita semplice, fatta di pascoli, silenzi, gesti lenti e amore per Giovanna, la donna che diventerà sua moglie. Tutto cambia con l’arrivo della Seconda guerra mondiale. Romolo parte soldato, ma nel cuore resta un pastore.
Impara a usare le armi, diventa marconista, attraversa l’Italia in frantumi dopo l’8 settembre. Si nasconde, diserta, cambia nome. Vive la guerra da uomo qualunque, senza eroismi, portandosi addosso solo una cosa: una promessa fatta a sua madre. Una promessa semplice, ma assoluta: tornare a casa vivo.

E quando torna, lo fa davvero. Ma trova un paese cambiato, ferito. Giovanna ha perso una gamba. La madre, ormai, non è più la stessa. Eppure Romolo non fugge. Resta. Ostinato, fedele, silenzioso. Resta per mantenere quella promessa. La Promessa è la storia di un uomo che attraversa la guerra, la perdita, la fatica e sceglie comunque la resistenza dell’amore. È un romanzo che nasce da una memoria familiare e si fa racconto collettivo.
Perché le storie più vere spesso sono quelle che nessuno ha mai scritto.

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PERCHÉ HO SCRITTO QUESTA STORIA

Ho scritto La Promessa per dare voce a chi ha resistito nel silenzio.
Romolo nasce dai racconti dei miei nonni, da un’Italia contadina che conosce la fatica, l’amore ostinato, la dignità senza clamore. La guerra lo strappa ai pascoli, lo cambia, ma non lo piega. La sua forza è una promessa fatta alla madre, che lo guida anche quando tutto intorno crolla. Scrivere questa storia è stato un modo per custodire la memoria, per restituire valore a un Sud che non fa rumore, ma non smette di esistere.

 

I LUOGHI DELLA LA PROMESSA 

I luoghi de La Promessa sono quelli che porto dentro. C’è Mastrogiovanni, il paese dell’infanzia, dove vivevano i miei nonni. Un luogo vero, anche se col nome inventato. Lì ho conosciuto il silenzio, la fatica, la memoria. E lì ho immaginato Romolo, il pastore, uomo semplice e integro.

Ci sono poi i pascoli del Molise, le montagne battute dal vento, i tratturi dove il tempo si muove lento. È da lì che Romolo parte, ed è lì che vuole tornare.

E poi c’è la guerra, lontana, che lo strappa alla sua terra e lo mette alla prova. Ma il cuore del romanzo resta sempre lì, tra i gesti quotidiani, le promesse sussurrate, e le case che resistono. Scrivere La Promessa è stato un ritorno. Un modo per restare fedele ai miei luoghi, e alle storie che li abitano.

PERSONAGGI PRINCIPALI

Romolo, Lui è il centro di tutto. Pastore di Mastrogiovanni, uomo silenzioso ma colmo di dignità. Ama il suo gregge, Giovanna, e il ritmo lento della campagna. Quando la guerra lo strappa dalla terra, porta con sé quella promessa fatta alla madre — e con essa il desiderio di tornare, integro, anche se ferito.

Giovanna, Lei è la luce che illumina il cammino di Romolo. Non una donna di parole facili, ma col cuore saldo. Quando tutto crolla, lei resta. Ferita, segnata, ma capace ancora di amare, di attendere, di dare senso.

La madre di Romolo, Figura silenziosa, devota, crocifissa dagli affanni. È per lei che Romolo stringe la promessa. È lei che rappresenta il legame con il passato, con le radici, con l’umana memoria.

PICCOLO SPOILER

C’è un momento, nel romanzo, in cui Romolo – dopo aver attraversato la guerra, le perdite, la fame, il freddo – torna finalmente al paese. Ma non è più il pastore che era partito. E il paese, nemmeno lui, è lo stesso.

La guerra ha lasciato ferite profonde: la madre non lo riconosce, la moglie ha perso una gamba, e le pecore che pascolavano libere ora sono solo un ricordo. Ma Romolo resta.Non perché è forte. Resta perché ha fatto una promessa. E nella sua testardaggine contadina, quella promessa vale più di ogni altra cosa.

CARATTERISTICHE DEL LIBRO

Anno: 2025
Editore: IOD edizioni
Collana: Cronisti scalzi
Pagine: 264
Cod: 9791280118882

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